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Michelangelo Buonarrotti 1475-1564 | Il risorto, 1520

Il Risorto, conosciuto come il Cristo della Minerva, è una statua marmorea, h. 205 cm, di Michelangelo Buonarroti 1475-1564, realizzata nel 1519-1520 circa, oggi conservata nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma.
Nel 1514 Michelangelo, sebbene fosse vincolato da un contratto di esclusiva con gli eredi Della Rovere per lavorare alla tomba di Giulio II, non rifiutava remunerative commissioni private, come quella di un ricevuta da Bernando Cencio, canonico di San Pietro in Vaticano, Mario Scappucci, Pietro Paolo Castellano e Metello Vari per un Cristo risorto, da collocare nella basilica di Santa Maria sopra Minerva.
L'artista lavorò alla statua con solerzia, ma in fase di ultimazione apparve una sgradevole venatura nera proprio sul viso del Cristo, invalidando l'intera opera. Accantonata questa prima versione, l'artista, che nel frattempo era rientrato a Firenze, mise mano una seconda volta all'opera alla scadenza dei quattro anni previsti dal contratto, nel 1518, completandola e inviandola a Roma nel marzo del 1520. Accompagnò il lavoro l'allievo Pietro Urbano, che una volta sul posto portò a compimento l'opera in maniera così maldestra da allertare il maestro, sollecitato da Sebastiano del Piombo, il quale nonostante la sua sostituzione con il più capace Federico Frizzi non fu soddisfatto del lavoro finito e si offrì di scolpire una terza versione. Ma il Vari non volle aspettare ulteriormente rischiando di non ottenere niente, accontentandosi dell'opera finita e chiedendo solo, come compensazione, il dono della prima versione non finita, poi andata perduta.

Basilica di santa Maria sopra Minerva, Roma

La Fontana dei Libri | Roma 1927

Nel rione romano di Sant'Eustachio, lungo alla via degli Staderari, l'antica strada che deve il suo nome alla presenza dei fabbricanti della Stadera, la bilancia che funziona secondo il principio delle leve, è posizionata, dal 1927, la Fontana dei Libri.
L'opera, realizzata durante l'attuazione del piano di ristrutturazione urbana varato dal Comune di Roma in adesione all'invito del Governo fascista, è situata all'interno di una nicchia marmorea che forma un arco a tutto sesto. Al centro della fontana c'è la testa di cervo simbolo del rione Sant'Eustachio, ed ai lati due mensole che sorreggono dei libri antichi, due per lato, come omaggio alla vicina sede universitaria de La Sapienza. L'acqua fuoriesce dall'alto da due figure che fungono da segnalibro e dal basso da due cannelle, poste subito sotto i due grandi tomi inferiori. Fu utilizzato il marmo romano per antonomasia, cioè il travertino, ed il progetto fu dell'architetto Pietro Lombardi, autore di altre fontane nella città eterna. La fontana è stata restaurata nel 1998.- Bihiku.com
La Fontana dei Libri | Roma 1927

Michelangelo Buonarroti 1475 - 1564 | La Cappella Sistina

Michelangelo Buonarroti è stato uno scultore, pittore, architetto e poeta italiano. Protagonista del Rinascimento italiano, fu riconosciuto già al suo tempo come uno dei più grandi artisti di sempre. Intese fare della sua attività un'incessante ricerca dell'ideale di bellezza.
Fu nell'insieme un artista tanto geniale quanto irrequieto. Il suo nome è collegato a una serie di opere che lo hanno consegnato alla storia dell'arte, alcune delle quali sono conosciute in tutto il mondo e considerate fra i più importanti lavori dell'arte occidentale: il Davide, la Pietà o il ciclo di affreschi nella Cappella Sistina sono considerati traguardi insuperabili dell'ingegno creativo.

Lo studio delle sue opere segnò le generazioni successive, dando vita, con altri modelli, a una scuola che fece arte "alla maniera" sua e che va sotto il nome di manierismo.

La Cappella Sistina è uno dei più famosi tesori culturali ed artistici della Città del Vaticano, inserita all'interno del percorso dei Musei Vaticani. Fu costruita tra il 1475-1481, all'epoca di papa Sisto IV della Rovere, da cui prese il nome. È conosciuta in tutto il globo sia per essere il luogo nel quale si tengono il conclave e altre cerimonie ufficiali del Papa, comprese alcune incoronazioni papali, sia per essere stata decorata da una delle opere d'arte più conosciute e celebrate della civiltà artistica occidentale, gli affreschi di Michelangelo Buonarroti, che riguardano sia la volta (1508-1512) sia la parete del Giudizio Universale sopra l'altare 1535-1541. Le pareti inoltre conservano una serie di affreschi di alcuni dei più grandi artisti italiani della seconda metà del Quattrocento: Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Pinturicchio, Domenico Ghirlandaio, Luca Signorelli, Piero di Cosimo e altri.

Ermafrodito dormiente | Dopo 203 anni esposto a Roma

Dopo 203 anni, i marmi antichi della Collezione Borghese - ben 65 delle oltre 600 sculture di epoca romana, da due secoli nucleo centrale delle raccolte archeologiche del Louvre - acquistati da Napoleone nell'intento di legittimare agli occhi del mondo l'appena acquisito potere imperiale, fanno ritorno a Roma per essere esposti al pubblico fino al 9 aprile 2012.
Tra loro anche l'Ermafrodito, una copia romana di un originale greco del II secolo aC, restaurato da Larique, e adagiato su un materasso scolpito nel 1620 da Bernini.
Ermafrodito è una figura della mitologia greca, figlio di Ermes e di Afrodite. Ermafrodito infatti è una combinazione dei nomi dei entrambi i genitori. Il dio venne allevato dalle ninfe in Frigia. Quindicenne, nel corso della sua esplorazione del mondo, il bellissimo dio giunse in Caria, sulle rive di un grande lago. Qui lo vide la ninfa Salmace, che si innamorò subito di lui. Questa, appena Ermafrodito si bagnò nel lago, chiese agli dei di potersi unire per sempre a lui. I due divennero un essere solo, metà uomo metà donna. Ermafrodito ottenne dagli dei che chiunque si fosse immerso in quel lago avrebbe subito perduto la virilità.
L'Ermafrodito, opera antica fra le piu' celebrate, alla quale il proprietario, Scipione Borghese, volle aggiungere un letto con tanto di cuscinoin marmo dall'effetto realistico ad una statua antica. Il cardinale, famoso collezionista di statue dell'antichita', chiamo' per realizzare questa "aggiunta" il giovane Gian Lorenzo Bernini (1598 - 1680) che gia' lavorava con il padre Pietro nella Villa.








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