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Raffaello Sanzio 1483-1520 | Renaissance Drawings

Raphael was one of the finest draftsmen in the history of Western art, and used drawings extensively to plan his compositions. According to a near-contemporary, when beginning to plan a composition, he would lay out a large number of stock drawings of his on the floor, and begin to draw "rapidly", borrowing figures from here and there. Over forty sketches survive for the Disputa in the Stanze, and there may well have been many more originally; over four hundred sheets survive altogether. He used different drawings to refine his poses and compositions, apparently to a greater extent than most other painters, to judge by the number of variants that survive: "... This is how Raphael himself, who was so rich in inventiveness, used to work, always coming up with four or six ways to show a narrative, each one different from the rest, and all of them full of grace and well done." wrote another writer after his death. For John Shearman, Raphael's art marks "a shift of resources away from production to research and development". When a final composition was achieved, scaled-up full-size cartoons were often made, which were then pricked with a pin and "pounced" with a bag of soot to leave dotted lines on the surface as a guide. He also made unusually extensive use, on both paper and plaster, of a "blind stylus", scratching lines which leave only an indentation, but no mark. These can be seen on the wall in The School of Athens, and in the originals of many drawings. The "Raphael Cartoons", as tapestry designs, were fully coloured in a glue distemper medium, as they were sent to Brussels to be followed by the weavers.

Raffaello Sanzio 1483-1520 | Renaissance Drawings

Paolo Uccello 1397-1475 | Early Renaissance painter

Paolo di Dono, detto Paolo Uccello è stato un pittore e mosaicista italiano. Fu tra i protagonisti della scena artistica fiorentina della metà del XV secolo. Secondo quanto racconta Vasari nelle sue Vite, Paolo Uccello "non ebbe altro diletto che d'investigare alcune cose di prospettiva difficili et impossibili". Le sue composizioni sono costruite con prospettive, derivate più dagli studi sull'ottica medievali che sulle nuove conquiste rinascimentali, che non servono a dare ordine logico alla composizione racchiusa entro uno spazio finito e misurabile, ma servono a creare scenografie fantastiche e antropomorfe in spazi indefiniti, elementi tipici della cultura tardogotica. L'impressione onirica è accentuata dall'uso di monocromi e dall'uso di cieli e sfondi scuri, su cui risaltano luminose le figure bloccate in posizioni innaturali.
Ricerca continua sulla prospettiva e delle leggi geometriche che la governano. Inesauribile fantasia, che gli permette di usare la prospettiva in modo assolutamente innovativo e non compreso ai tempi, con il fine di ricreare un mondo irreale e fiabesco. Per questo motivo la pittura di Paolo Uccello è stata definita come uno "scientismo prospettico".
Secondo quanto aggiunge Vasari - sempre nelle sue celebri "Vite", Paolo Uccello fu affascinato dallo studio della prospettiva, di cui sperimentò nelle sue opere le varie possibilità e applicandosi allo studio analitico delle leggi scientifiche che regolano la rappresentazione degli oggetti nello spazio tridimensionale. Nelle Gallerie degli Uffizi si conservano tre disegni con studi prospettici che gli sono generalmente attribuiti. In questo studio l'artista fu probabilmente affiancato dal matematico Paolo Toscanelli.

Michelangelo Buonarrotti 1475-1564 | Il risorto, 1520

Il Risorto, conosciuto come il Cristo della Minerva, è una statua marmorea, h. 205 cm, di Michelangelo Buonarroti 1475-1564, realizzata nel 1519-1520 circa, oggi conservata nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma.
Nel 1514 Michelangelo, sebbene fosse vincolato da un contratto di esclusiva con gli eredi Della Rovere per lavorare alla tomba di Giulio II, non rifiutava remunerative commissioni private, come quella di un ricevuta da Bernando Cencio, canonico di San Pietro in Vaticano, Mario Scappucci, Pietro Paolo Castellano e Metello Vari per un Cristo risorto, da collocare nella basilica di Santa Maria sopra Minerva.
L'artista lavorò alla statua con solerzia, ma in fase di ultimazione apparve una sgradevole venatura nera proprio sul viso del Cristo, invalidando l'intera opera. Accantonata questa prima versione, l'artista, che nel frattempo era rientrato a Firenze, mise mano una seconda volta all'opera alla scadenza dei quattro anni previsti dal contratto, nel 1518, completandola e inviandola a Roma nel marzo del 1520. Accompagnò il lavoro l'allievo Pietro Urbano, che una volta sul posto portò a compimento l'opera in maniera così maldestra da allertare il maestro, sollecitato da Sebastiano del Piombo, il quale nonostante la sua sostituzione con il più capace Federico Frizzi non fu soddisfatto del lavoro finito e si offrì di scolpire una terza versione. Ma il Vari non volle aspettare ulteriormente rischiando di non ottenere niente, accontentandosi dell'opera finita e chiedendo solo, come compensazione, il dono della prima versione non finita, poi andata perduta.

Basilica di santa Maria sopra Minerva, Roma

Donatello 1386-1466 | Renaissance italian sculptor

Con la sua lunghissima carriera, Donatello, vero nome Donato di Niccolò di Betto Bardi, fu uno dei tre padri del Rinascimento fiorentino, assieme a Filippo Brunelleschi e Masaccio 1401-1428, oltre che uno dei più celebrati scultori di tutti i tempi. Diede un contributo fondamentale al rinnovo dei modi della scultura, facendo accantonare definitivamente le esperienze del tardo gotico e superò i modelli dell'arte romana classica, all'insegna di un espressionismo nuovo e inquieto che pervade le sue opere migliori. Inventò lo stile "stiacciato", basato su minime variazioni millimetriche degli spessori, che non impedisce la creazione di uno spazio illusorio, e padroneggiò le più disparate tecniche e materiali: marmo, pietra serena, bronzo, legno, terracotta. Si dedicò anche al disegno, fornendo i modelli ad esempio per alcune vetrate del Duomo di Firenze. Particolare fu la sua capacità di infondere umanità e introspezione psicologica alle opere, spesso con accenti drammatici o di energia e vitalità trattenute ma perfettamente visibili.

Matthias Grünewald 1475-1528 | German Renaissance painters

Matthias Grünewald whose real name was Mathis Gothart, called Nithart or Neithardt, was a major figure in a generation of great northern german Renaissance painters that also included Albrecht Dürer, Lucas Cranach and Albrecht Altdorfer.
Grünewald remained relatively unknown until the 20th century; only about 13 of his paintings and some drawings survive. His present worldwide reputation, however, is based chiefly on his greatest masterpiece, the Isenheim Altarpiece c.1513-15, which was long believed to have been painted by Dürer. Grünewald grew up in Würzburg near Nuremberg, and from 1501 until 1521 he was proprietor of a workshop in Seligenstadt. He traveled to Halle for commissions, and, although he was apparently a Protestant and a supporter of Martin Luther, he executed several commissions for two bishops of the Mainz diocese.
Grünewald's earliest datable work is the Mocking of Christ 1503; Alte Pinakothek, Munich, a colorful, vehemently expressive painting demonstrating his ability to create dazzling light effects. The painting depicts Christ blindfolded and being beaten by a band of grotesque men. The figures are thick-bodied, soft, and fleshy, done in a manner suggestive of the Italian High Renaissance. Elements of the work also show Grünewald's assimilation of Dürer, specifically his Apocalypse series. Different from High Renaissance idealism and humanism, however, are Grünewald's uses of figural distortion to portray violence and tragedy, thin fluttering drapery, highly contrasting areas of light and shadow, and unusually stark and iridescent color. It is these elements, already in evidence in this early work, that Grünewald was to develop into the masterful, individualistic style most fully realized in his Isenheim Altarpiece.

Benozzo Gozzoli 1421-1497 | Late Gothic and Renaissance painter

Benozzo Gozzoli è stato un pittore italiano. Nacque intorno al 1421 nel villaggio di Sant'Ilario a Colombano, presso la Badia a Settimo, Scandicci. Nel 1427 si trasferì con la famiglia a Firenze. Le ipotesi sulla sua prima formazione degli storici dell'arte risultano piuttosto discordanti: l'ipotesi più accreditata sembrerebbe quella di Giorgio Vasari, secondo il quale, Benozzo sarebbe stato discepolo di Beato Angelico. Dal Vasari, oltre le poche notizie sulla vita di Benozzo, riceviamo anche il nome con cui lo conosciamo, il vero nome del pittore era infatti Benozzo di Lese, ribattezzato poi dal Vasari, nella seconda stesura delle Vite 1568, come Benozzo Gozzoli. Di fatto, si ha la certezza che ricevette una valida formazione in maturità dal maestro Angelico, ne fu infatti collaboratore a Firenze nella decorazione del convento e della chiesa di San Marco furono eseguiti dal Gozzoli su progetto dell'Angelico: la Preghiera nell'Orto nella cella 34, Al 1460 risale la Madonna col Bambino e angeli di DetroitlUomo dei Dolori nella cella 39, la Crocefissione con la Vergine e i santi Cosma, Giovanni Evangelista e Pietro Martire nella cella 38. Tra il 1437-1439 circa realizzò il Ratto di Elena, tavoletta ottagonale che decorava la fronte di un cassone. Tra il 1440-1445 circa eseguì la Madonna col Bambino e nove Angeli della National Gallery di Londra.

Masaccio 1401-1428 | Italian renaissance painter

Masaccio was the first great painter of the Italian Renaissance, whose innovations in the use of scientific perspective inaugurated the modern era in painting. The fresco series for the Brancacci Chapel in Santa Maria del Carmine, Florence 1427, illustrates another of his great innovations, the use of light to define the human body and its draperies. In these frescoes, rather than bathing his scenes in flat uniform light, he painted them as if they were illuminated from a single source of light the actual chapel window, thus creating a play of light and shadow that gave them a natural, realistic quality unknown in the art of his day. Of these six fresco scenes, Tribute Money and the Expulsion from Paradise are considered his masterpieces.

Masaccio 1401-1428 | Italian renaissance painter

Beato Angelico 1395-1455 | Late Gothic and Renaissance painter

Guido Di Pietro, frate domenicano, detto il Beato Angelico o Fra' Angelico da Fiesole, è il pittore che cercò di saldare i nuovi principi rinascimentali, come la costruzione prospettica e l'attenzione alla figura umana, con i vecchi valori medievali gotici, quali la funzione didattica dell'arte e il valore mistico della luce. Fu beatificato da Papa Giovanni Paolo II nel 1984, anche se già dopo la sua morte era stato chiamato Beato Angelico, sia per l'emozionante religiosità di tutte le sue opere che per le sue personali doti di umanità e umiltà. Fu il Vasari, nelle Vite ad aggiungere al suo nome l'aggettivo "Angelico", usato in precedenza da fra Domenico da Corella e da Cristoforo Landino.
Beato Angelico 1395-1455 | Late Gothic and Renaissance painter

Albrecht Dürer 1471-1528 | German Renaissance painters

Figlio di un ungherese, viene considerato il massimo esponente della pittura tedesca rinascimentale. A Venezia l'artista entrò in contatto con ambienti neoplatonici. Si presume che tali ambienti abbiano sollevato il suo carattere verso l'aggregazione esoterica. Classico esempio è l'opera dal titolo Melencolia I, realizzata nel 1514, in cui sono presenti evidenti simbologie ermetiche. Albrecht Dürer, terzo di diciotto figli, nacque dall'omonimo orefice, detto "il Vecchio" e da sua moglie Barbara Holper. Dei fratelli e sorelle, solo altri due maschi raggiunsero l'età matura: Endres e Hans, che fu pure pittore alla corte di Sigismondo I di Polonia a Cracovia. Il padre era originario dell'Ungheria, da dove si era trasferito all'età di ventott'anni per completare la sua formazione attraverso la Germania e le Fiandre; la sua famiglia, a sua volta, doveva essere di origine sassone ma da tempo trasferitasi in Transilvania, infatti il nonno di Dürer, Anton, era nato in una famiglia di contadini e allevatori a d Ajtos e trasferitosi in giovane età a Gyüla, vicino Gran Varadino (l'odierna Oradea in Romania); Anton fu il primo artigiano della famiglia, seguito da Albrecht il Vecchio e suo nipote Unger cugino di Dürer.

Tiziano Vecellio 1488/90 - 1576 | Il Rinascimento italiano

Tiziano nacque a Pieve di Cadore, cittadina dolomitica ai confini dei domini della Serenissima, da una famiglia nota e agiata, dedita per generazioni al giuro-consulto ed all'amministrazione locale: il capostipite Tommaso, notaio, vi si era trasferito dalla seconda metà del Duecento. Tiziano era il secondogenito del notaio Gregorio Vecellio e di sua moglie Lucia, su un totale di cinque figli, due maschi e tre femmine. Artista innovatore e poliedrico, maestro con Giorgione del colore tonale, Tiziano Vecellio fu uno dei pochi pittori italiani titolari di una vera e propria azienda, accorto imprenditore della bottega oltre che della sua personale produzione, direttamente a contatto con i potenti dell'epoca, suoi maggiori committenti. Il rinnovamento della pittura di cui fu autore, si basò, in alternativa al michelangiolesco «primato del disegno», sull'uso personalissimo del colore.

Raffaello Sanzio 1483-1520 | Italian High Renaissance | Painting

Raphael, was an Italian painter and architect of the High Renaissance, celebrated for the perfection and grace of his paintings and drawings. Together with Michelangelo and Leonardo da Vinci, he forms the traditional trinity of great masters of that period. He was born Raffaello Santi or Raffaello Sanzio in Urbino on April 6, 1483, and received his early training in art from his father, the painter Giovanni Santi. According to many art historians, he also studied with Timoteo Viti at Urbino, executing under his influence a number of works of miniaturelike delicacy and poetic atmosphere, including Apollo and Marsyas Louvre, Paris and The Knight's Dream 1501, National Gallery, London. In 1499 he went to Perugia, in Umbria, and became a student and assistant of the painter Perugino. Raphael imitated his master closely; their paintings of this period are executed in styles so similar that art historians have found it difficult to determine which were painted by Raphael. Among Raphael's independent works executed at Perugia are two large-scale paintings, the celebrated Sposalizio, or Marriage of the Virgin 1504, Brera Gallery, Milan, and The Crucified Christ with the Virgin Mary, Saints and Angels 1503, National Gallery, London. He was made chief architect of Saint Peter's Basilica in 1514, and a year later was appointed director of all the excavations of antiquities in and near Rome.

Raffaello Sanzio 1483-1520 | Painting

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