Paolo di Dono, detto Paolo Uccello è stato un pittore e mosaicista italiano. Fu tra i protagonisti della scena artistica fiorentina della metà del XV secolo.
Secondo quanto racconta Vasari nelle sue Vite, Paolo Uccello "non ebbe altro diletto che d'investigare alcune cose di prospettiva difficili et impossibili". Le sue composizioni sono costruite con prospettive, derivate più dagli studi sull'ottica medievali che sulle nuove conquiste rinascimentali, che non servono a dare ordine logico alla composizione racchiusa entro uno spazio finito e misurabile, ma servono a creare scenografie fantastiche e antropomorfe in spazi indefiniti, elementi tipici della cultura tardogotica. L'impressione onirica è accentuata dall'uso di monocromi e dall'uso di cieli e sfondi scuri, su cui risaltano luminose le figure bloccate in posizioni innaturali.
Ricerca continua sulla prospettiva e delle leggi geometriche che la governano. Inesauribile fantasia, che gli permette di usare la prospettiva in modo assolutamente innovativo e non compreso ai tempi, con il fine di ricreare un mondo irreale e fiabesco. Per questo motivo la pittura di Paolo Uccello è stata definita come uno "scientismo prospettico".
Secondo quanto aggiunge Vasari - sempre nelle sue celebri "Vite", Paolo Uccello fu affascinato dallo studio della prospettiva, di cui sperimentò nelle sue opere le varie possibilità e applicandosi allo studio analitico delle leggi scientifiche che regolano la rappresentazione degli oggetti nello spazio tridimensionale. Nelle Gallerie degli Uffizi si conservano tre disegni con studi prospettici che gli sono generalmente attribuiti. In questo studio l'artista fu probabilmente affiancato dal matematico Paolo Toscanelli.

